Fascismo Attraverso Immagine
Gramsci, Polanyi e Spriano sull'argomento specifico sono centrali e stimolanti e, se si vuol comprendere un alto livello teorico raggiunto dal fascismo, Schmitt è fondamentale- ho preferito elencare una serie di testi che possono servire a fare domande importanti ai risultati storiografici e alle concezioni correnti su fascismo e antifascismo.
Italia e all'estero al controllo del credito cinematografico (cioè i finanziamenti concessi ai produttori attraverso un apposito ente bancario, la Banca Nazionale del Lavoro), dalla censura preventiva al coordinamento degli Enti cinematografici di Stato. Manzoni appariva come un baciapile, la critica letteraria ne ha costruito per decenni e decenni una immagine stereotipata, agiografica, rasserenante e pedagogica.Sul tema dell'esaltazione della componente giovanilistica del fascismo si può ricordare Ragazzo (1933) di Ivo Perilli, storia di un ragazzo di borgata, traviato da cattive compagnie, che si redime aderendo alle organizzazioni giovanili fasciste (da notare, però, che il film non venne mai distribuito, in quanto sgradito allo stesso Mussolini).
Garibaldi, Genova, città che per prima in Italia gli diede la cittadinanza, da cui partì per l’America Latina dopo la mancata insurrezione del 1834 e da cui salpò con la nota spedizione dei Mille, ricostruisce il mito dell’epopea garibaldina attraverso cinque mostre.Duce- grazie alla settima arte assieme alla diffusione capillare dell'immagine e del commento.
Duce venivano trasmessi simultaneamente nelle scuole, nelle officine, nelle piazze di tutto il paese, attraverso altoparlanti e, nella misura in cui venivano ascoltati collettivamente dalle famiglie o da intere comunità, erano percepiti come veri e propri eventi a cui si assisteva di persona.
Il mito Genova garibaldina Genova, Museo del Risorgimento A cura di Leo Morabito 1º dicembre 2007 - 5 maggio 2008 La mostra allestita nel Museo del Risorgimento mette in luce attraverso scritti originali, giornali, documenti, cimeli, fazzoletti e bandiere, alcuni conservati nell’Archivio Storico del museo e attualmente non esposti, il ruolo che la città di Genova ha avuto all’origine e nello sviluppo del mito di Garibaldi in città e nel mondo. Mentre nel caso dell'antifascismo abbiamo come ordine del discorso una circolazione dei saperi che si esprime come codificazione dell'antifascismo in pratiche di resistenza, di lotta politica e del regime della governamentalità italiana dal dopoguerra fino ad oggi.LUCE (L'Unione Cinematografica Educativa) fu il primo degli Enti cinematografici creati dal fascismo e ad esso fu demandato il compito della propaganda cinematografica.
Vaticano contro il nazifascismo alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Ma, mentre della vita moderna nel resto del mondo si mettevano in evidenza soprattutto gli aspetti più bizzarri e strani, per quanto riguarda l'Italia si evidenziava regolarmente la stretta connessione tra fascismo e progresso, da un lato, e, dall'altro, tra fascismo e conservazione dei più autentici valori della tradizione. Il mito Manifesti e Propaganda Genova Nervi, Wolfsoniana A cura di Silvia Barisione, Matteo Fochessati e Gianni Franzone 17 novembre 2007 - 24 marzo 2008 Presso la Wolfsoniana la figura di Garibaldi e il mito del Risorgimento sono raccontati attraverso le immagini dei manifesti firmati dai principali artisti e illustratori del periodo, da Mario Borgoni, a Leonetto Cappiello, a Plinio Nomellini, e realizzati in occasione delle numerose celebrazioni pubbliche e istituzionali. Anche in politica, sono sempre insoddisfatti della realizzazione del proprio voto nell'atto stesso nel quale si realizza, perché attraverso di esso hanno ottenuto solo normalità.Forzano, realizzato per la celebrazione del decennale della conquista del potere da parte del fascismo, utilizza moduli espressivi attenti alla lezione sovietica, mescolandoli alla più vieta iconografia fascista, per raccontare una vicenda esemplare che mostra i legami tra le aspettative deluse dalla prima guerra mondiale e la nascita del fascismo.
Infatti, col tempo, e specie negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, il fascismo completò la propria edificazione in regime totalitario, e ogni residua libertà politica e sindacale venne a cessare. Tante persone hanno subito il carcere, e venivano mandate al confino, al duro confino, altro che villeggiatura! Il fascismo sarebbe stato grottesco, se non fosse stato tragico. Luce ("L’unione cinematografica educatrice") venne posto alle dipendenze del Ministero della cultura popolare (Minculpop), con il compito di documentare le opere del regime e diffondere le immagini ufficiali attraverso servizi fotografici, film, documentari propagandistici e cinegiornali distribuiti nelle sale cinematografiche di ogni parte d’Italia ma anche per impedire ogni critica al regime e per esaltare il primato della civiltà italiana e lo spirito nazionale. Blasetti era tanto forte e efficace che, nonostante il finale che univa in un abbraccio ideale camicie rosse garibaldine e camicie nere fasciste (finale fatto comunque sparire nelle copie in circolazione nel dopoguerra), esso continuò ad essere apprezzato anche dopo la caduta del fascismo come esempio di epica nazional-popolare, ricca di anticipazioni del neorealismo cinematografico.